Col "no" al Real per Ceballos, Elliott segna una svolta epocale nella strategia Milan. E dalla FIFA...

Col “no” al Real per Ceballos, Elliott segna una svolta epocale nella strategia Milan. E dalla FIFA…

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Il corteggiamento è stato lungo ed approfondito, ma alla fine Dani Ceballos non sarà un nuovo giocatore del Milan. Era lui, infatti, oltre a Theo Hernandez, il piatto forte del famoso primo blitz di Maldini, Massara e Boban a Madrid con la dirigenza del Real Madrid. Il Milan lo voleva fortemente, già prima che Ceballos fosse uno dei migliori in assoluto all’Europeo Under-21, ed il nativo di Utrera aveva più volte espresso il suo gradimento per i colori rossoneri.

A questo punto la domanda di chi legge è legittima: perchè, dunque, nelle prossime ore Ceballos firmerà per l’Arsenal? Perchè fondamentalmente il Milan, a differenza dei Gunners londinesi, non ha voluto recitare la parte dello “sparring partner”. Ci spieghiamo meglio: il motivo del mancato accordo tra rossoneri e Blancos, infatti, è dato dalla formula del trasferimento. Il club spagnolo ha deciso improvvisamente di lasciarlo partire solo in prestito secco, ponendo il proprio veto anche su un semplice diritto di riscatto.

A quel punto Maldini e Boban – confrontatisi con Gazidis – hanno gentilmente declinato l’offerta, virando su altri obiettivi. Tutto ciò perchè da Elliott è arrivato un diktat ben preciso: basta valorizzare giocatori che dopo una-due stagioni devono essere restituiti al club proprietario senza colpo ferire. A parere di chi scrive, questo atteggiamento, assolutamente condivisibile, fa il paio col fatto che il Milan – in totale controtendenza con gli altri club e con quanto lui stesso faceva fino a qualche anno fa – da gennaio sta acquistando tutti i suoi giocatori a titolo definitivo. E’ questa, probabilmente, la massima garanzia possibile sul fatto che il fondo di Paul Singer abbia le migliori intenzioni per il Diavolo. In altre parole, non si compra tanto per rimpinguare numericamente la rosa, ma solo per costruirne una su cui poggiare un progetto duraturo e, si spera, vincente.

I prossimi mesi ci diranno se questo modus operandi, che sta proseguendo anche con Angel Correa, troverà il beneplacito dell’UEFA, col quale il contenzioso è sempre in atto: in tal senso, l’assist potrebbe dalla FIFA, che – per bocca del suo presidente Infantino – vuole introdurre una radicale riforma proprio nei confronti del Financial Fair Play. Ma di questo ne discuteremo un’altra volta…

Twitter: @Juan__DAv

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