Giroud si rivela: “È stato il mio più grande rimpianto”

Giroud si rivela: “È stato il mio più grande rimpianto”
LA SPEZIA, ITALY - SEPTEMBER 25: Olivier Giroud of AC Milan reacts during the Serie A match between Spezia Calcio and AC Milan at Stadio Alberto Picco on September 25, 2021 in La Spezia, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Olivier Giroud è intervenuto ai microfoni del podcast “Football Ramble“. L’attaccante rossonero (3 gol in 5 partite giocate in Serie A) ha parlato della sua carriera, dei rimpianti ma anche delle sue speranze per un futuro da protagonista con il Milan:

Penso che la storia della mia vita racconti che ho sempre combattuto per raggiungere certi posti. Alzare la coppa del mondo è stato il più grande traguardo che ho raggiunto nella mia carriera, mi viene la pelle d’oca a parlarne. Mi ricordo quando i miei amici mi dicevano che da piccolo dicevo che sarei diventato un campione del mondo. È il sogno di un bambino che è diventato realtà”

Sui suoi rimpianti:I miei più grandi rimpianti, sin qui, sono la sconfitta agli Europei del 2016 e il non aver vinto una Premier League con l’Arsenal o il Chelsea. Ora però bisogna pensare alle prossime sfide e ho grandi speranze di vincere un altro titolo con il mio attuale club

Giroud, Milan

Sull’esempio di Ibrahimovic: “Zlatan è un ottimo esempio per i giovani professionisti. Tutto ciò che fai per restare in forma è importante e se il tuo corpo ti permette di giocare fino a 40 anni, bisogna mantenere la propria testa concentrata e determinata. Se il corpo non regge, smetti, ma se sei in una buona forma, come mi sento ora, allora la differenza la fa quanto vuoi andare avanti e migliorare. La determinazione che hai in partita e la fame di vincere titoli, è una questione di attitudine e mentalità e penso che Zlatan in questo sia il migliore. Sapete quanto creda in sé stesso e quanto voglia ottenere grandi traguardi. Non so se potrò giocare fino a 40 anni ma voglio fare ancora 2-3 anni al top

Sulla nazionale: “Sarei un bugiardo se dicessi che non mi manca lo spogliatoio, i compagni e i tifosi. Vincere con la propria nazionale è la sensazione migliore. Ero un po’ frustrato nel vederli vincere da casa ma poi sono stato contentissimo nel veder trionfare la nazionale dopo il difficile europeo“.

Da Pozzuoli con ardore e sangue flegreo, ma con il cuore professionale forgiato all'ombra della Madonnina. Dal 2018 faccio parte del network Nuovevoci, dove trasformo la passione per il calcio in comunicazione. Il mio percorso si è consolidato a Milano con un Master in Giornalismo Sportivo alla Cattolica: un'esperienza che ha svoltato il mio approccio, permettendomi di raccontare oggi l'universo rossonero con una prospettiva che unisce la narrazione del Sud alla dinamicità della capitale del calcio italiano.

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