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Milan, Amorim cambia idea e trova la svolta: cosa è successo nei suoi primi 100 giorni

Amorim sul campo in abiti eleganti

Il cambiamento più importante di Ruben Amorim al Milan riguarda prima di tutto lui stesso. Il tecnico arrivato con la fama di allenatore legato al 3-4-2-1 ha scelto di adattarsi ai giocatori, modificando moduli e posizioni per trovare un equilibrio diverso. Dopo cento giorni di lavoro, il risultato è un Milan più flessibile, ancora imbattuto in campionato ma con alcuni problemi da risolvere.

Le analisi di Gazzetta dello Sport e Tuttosport convergono proprio su questo punto: la crescita dei rossoneri passa dalla disponibilità di Amorim a rivedere le proprie convinzioni. La squadra può cambiare disposizione anche durante la stessa partita, sfruttando meglio le caratteristiche dei suoi uomini più importanti.

Amorim supera il 3-4-2-1: il Milan cambia in base alla partita

Il sistema utilizzato allo Sporting e poi al Manchester United è stato il punto di partenza anche a Milano. Con il passare delle settimane, però, Amorim ha ampliato le soluzioni: difesa a quattro, centrocampo a tre e attacco ridisegnato sono diventati strumenti da utilizzare in base agli avversari e alle esigenze della gara.

La Gazzetta individua nel confronto con il Benfica in Europa League uno dei passaggi significativi. Con la manovra in difficoltà, l’allenatore ha modificato le posizioni di Modric e Rabiot. Contro il Lecce sono poi arrivate altre variazioni, tra cui Pavlovic impiegato da terzino e Gila spostato al centro.

La trasformazione si è vista anche a Venezia: il Milan ha cominciato con il 3-4-2-1, passando al 4-3-3 nella ripresa. È questa capacità di intervenire a gara in corso a rendere meno prevedibile la squadra, senza obbligarla a rinunciare ai propri principi di gioco.

Modric protetto, Rabiot più libero e Pulisic vicino alla porta

Il nuovo assetto valorizza soprattutto il centrocampo. La presenza di una mediana a tre aiuta a proteggere Modric, permettendo al croato di incidere nella gestione del pallone. Allo stesso tempo, Rabiot può agire da mezzala e attaccare l’area con maggiore continuità.

Anche Christian Pulisic beneficia della flessibilità tattica: può partire largo nel tridente oppure avvicinarsi alla prima punta. Il suo ruolo cambia insieme alla disposizione della squadra, offrendo ad Amorim una soluzione sia per occupare la fascia sia per aumentare la presenza negli ultimi metri.

Secondo Tuttosport, inoltre, il tecnico sta trovando risposte da giocatori come Gila e Moreira, capaci di adattarsi alle sue richieste. La possibilità di assegnare compiti diversi agli stessi uomini è diventata una risorsa importante per correggere le partite senza ricorrere necessariamente alle sostituzioni.

Quattro vittorie e tre pareggi: i numeri dei primi cento giorni

Dal primo allenamento del 13 luglio sono trascorsi cento giorni. Il bilancio in Serie A è di quattro vittorie e tre pareggi nelle prime sette giornate: un avvio senza sconfitte che, come ricorda la Gazzetta, al debutto sulla panchina del Milan non si vedeva dai tempi di Puricelli nel 1955.

Tra i risultati positivi c’è il successo contro l’Atalanta, mentre i pareggi sono arrivati contro Juventus, Sassuolo e Lazio. La continuità in campionato si accompagna però a un percorso europeo più irregolare.

In Europa League, dopo il passaggio a vuoto contro il Benfica, il 4-0 sul campo del Salisburgo ha rimesso in ordine la situazione. Una risposta importante, ottenuta anche grazie a scelte di formazione più vicine alle necessità della partita dopo un turnover che in precedenza non aveva funzionato.

Il nodo Gonçalo Ramos e i cali da eliminare

Il lavoro non è concluso. Tuttosport indica nell’inserimento di Gonçalo Ramos una delle questioni ancora aperte. L’attaccante, l’acquisto economicamente più importante dell’estate rossonera, è apparso troppo spesso ai margini della manovra.

Contro Salisburgo e Atalanta è tornato a giocare dall’inizio, ma il Milan deve trovare il modo di servirlo meglio e coinvolgerlo con maggiore continuità. Nella gara con i bergamaschi ha toccato appena tre palloni in area e concluso tre volte verso la porta, due nello specchio.

L’altro limite riguarda i cali all’interno della stessa partita. Il secondo tempo contro l’Atalanta ha mostrato quanto il Milan possa perdere controllo e attenzione, un problema sottolineato anche da Rabiot nel dopogara. Inoltre, servirà aumentare il contributo delle alternative: affidarsi soprattutto a un gruppo ristretto di titolari può diventare complicato con l’accumularsi degli impegni.

Amorim ha già mostrato di saper cambiare per far crescere la squadra. Il passo successivo sarà dare stabilità a questi progressi: coinvolgere meglio Ramos, allargare le rotazioni e mantenere la stessa intensità per tutta la partita.

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