L’infortunio del centrale e le difficoltà sulle palle inattive preoccupano i rossoneri: gli esami chiariranno le condizioni di Gabbia, mentre il calendario lascia poco spazio per intervenire.
Il pareggio contro il Sassuolo lascia al Milan più di un rimpianto. A preoccupare Ruben Amorim sono soprattutto le condizioni di Matteo Gabbia, uscito in barella alla sua prima presenza da titolare in stagione. Un’assenza potenzialmente pesante, che si aggiunge a un problema già emerso nelle precedenti uscite: la fragilità difensiva sulle palle inattive.
Come riferisce La Gazzetta dello Sport, il Milan ha subito gol per la quinta volta nelle sette partite ufficiali disputate tra campionato ed Europa League. A Reggio Emilia, inoltre, la rete del pareggio è arrivata ancora sugli sviluppi di un calcio piazzato.
Gabbia, si teme un infortunio serio: gli esami chiariranno lo stop
La partita di Gabbia è durata appena un quarto d’ora. Nel tentativo di anticipare un avversario, il difensore ha avvertito una fitta nella parte posteriore della coscia sinistra ed è rimasto a terra. L’uscita in barella, con le mani sul volto e le lacrime agli occhi, ha alimentato la preoccupazione.
Secondo quanto riportato dalla Gazzetta, gli accertamenti in programma oggi dovranno chiarire l’entità del problema e l’eventuale interessamento del tendine. È questo il punto decisivo anche per stabilire i tempi di recupero: nell’ipotesi più seria descritta dal quotidiano, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico, con uno stop di tre-quattro mesi.
L’infortunio rischia intanto di ridurre le possibilità di rotazione nel reparto arretrato: il Milan deve affrontare otto gare prima della prossima sosta di novembre.
Milan, sulle palle inattive il problema si ripete
All’emergenza legata agli uomini si aggiunge quella dei gol evitabili. Contro il Sassuolo, il pallone messo in area dalla bandierina da Laurienté è stato deviato da Doig, prima della conclusione vincente di Odenthal nella mischia.
La Gazzetta ricorda che il Milan aveva già incassato una rete su calcio piazzato contro il Torino, con Che Adams a segno su una punizione di Gineitis, e contro la Juventus, quando Gatti aveva sfruttato un cross di Koopmeiners per firmare l’1-1.
Tre episodi che evidenziano una difficoltà ricorrente nella gestione di queste situazioni. Un limite emerso anche nelle amichevoli precampionato, contro Chelsea e United, e sul quale Amorim è chiamato a intervenire rapidamente.
Meno alternative e più attenzione: la doppia sfida di Amorim
Il tecnico deve ora lavorare su due fronti: riorganizzare le rotazioni in attesa del responso su Gabbia e correggere le disattenzioni che continuano a costare punti.
Anche De Winter, nel dopopartita, ha richiamato l’importanza della lucidità sui calci d’angolo e del peso dei dettagli. Il pareggio di Reggio Emilia lo conferma: al Milan non basta trovare il vantaggio se poi non riesce a proteggerlo. Con un calendario così fitto, recuperare solidità diventa una priorità.
