Segna, costruisce e alza la voce quando serve. Adrien Rabiot è diventato uno dei riferimenti del Milan, con un rendimento che pesa sia sui risultati sia sugli equilibri dello spogliatoio. E mentre il francese continua a incidere in campo, il club guarda avanti: secondo La Gazzetta dello Sport, il prossimo obiettivo è prolungare il suo contratto fino al 2030.
Rabiot, quattro partite di fila a segno: un primato personale
Il gol e l’assist contro l’Atalanta hanno confermato il momento del centrocampista. Rabiot ha segnato per quattro partite consecutive in uno dei maggiori campionati europei: una serie che non aveva mai realizzato prima, né con la Juventus né con il Paris Saint-Germain.
Il francese è andato a bersaglio contro Lazio, Lecce, Sassuolo e Atalanta. L’ultimo centrocampista del Milan capace di segnare per quattro gare consecutive in campionato era stato Hakan Calhanoglu nel dicembre 2020.
I numeri complessivi sono altrettanto significativi: quattro gol e tre assist in Serie A. Nessun centrocampista ha segnato più di lui e nessun giocatore del campionato, considerando tutti i ruoli, conta più partecipazioni attive alle reti. Un contributo al quale si aggiunge l’assist per Cisse nell’ultima partita di Europa League contro il Salisburgo.
Leader anche nello spogliatoio: il richiamo dopo l’Atalanta
La centralità di Rabiot va oltre gli inserimenti e i gol. Il francese riesce a incidere da mezzala, in una posizione più avanzata o partendo da zone più arretrate. Ma è soprattutto nell’atteggiamento che emerge il suo peso all’interno del gruppo.
Dopo la vittoria contro l’Atalanta, il centrocampista non si è fermato al risultato e ha criticato il calo della squadra nella ripresa:
“Con un secondo tempo del genere, il primo, bellissimo, non vale niente. Fortunatamente abbiamo vinto ma non so se lo meritiamo così tanto. Non possiamo crollare in questo modo, non è una questione fisica ma di testa, abbiamo abbassato l’attenzione. Dobbiamo migliorare sulla mentalità. Anche chi entra deve dare di più”.
Un messaggio rivolto a tutto il Milan, comprese le alternative chiamate a incidere dalla panchina. Rabiot chiede continuità durante la partita e pretende che una vittoria non nasconda gli aspetti da correggere.
La tensione con Chiffi e il rischio del secondo giallo
La sua partecipazione emotiva è emersa anche nel confronto con l’arbitro Chiffi. Già ammonito per proteste, Rabiot ha rischiato una seconda sanzione quando, dopo il gol del raddoppio, si è diretto verso il direttore di gara anziché fermarsi a festeggiare con i compagni.
La Gazzetta racconta che sono stati proprio gli altri rossoneri ad allontanarlo, evitando che la situazione degenerasse. Un episodio che accompagna una prestazione decisiva, ma ricorda anche quanto sia importante gestire la tensione nei momenti più accesi.
Rinnovo Rabiot, il Milan guarda al 2030
Il rendimento del francese è stato apprezzato anche da Gerry Cardinale. Il prossimo passaggio fuori dal campo dovrebbe riguardare la trattativa per il prolungamento: l’attuale contratto scade nell’estate del 2028 e prevede un’opzione annuale.
Secondo il quotidiano, il nuovo accordo potrebbe portare la scadenza al 2030, con la possibilità di aggiungere un’ulteriore stagione. Una prospettiva ancora da definire, che conferma però la volontà di dare continuità al rapporto con un giocatore diventato centrale nel Milan.
